‘Ndrangheta e Sacra corona unita, i pentiti svelano l’influenza del boss Umberto Bellocco

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Nell’ordinanza del gip di Lecce i collaboratori parlano del “battesimo” di Caporosso da parte del boss di Rosarno e dei sequestri di persona

Avrebbe tenuto a battesimo la mafia pugliese, “iniziandola” al racket dei sequestri di persona. Nell’ordinanza di custodia cautelare emessa, ieri, dal gip del Tribunale di Lecce spicca la figura criminale del boss Umberto Bellocco detto “Assi i mazzi”. Un collegamento già emerso nel 2014 quando fu arrestato dopo solo qualche mese di libertà. Quell’informazione, captata nell’indagine sulla cosca Bellocco di Rosarno denominata “Blue call”, è stata trasmessa ai magistrati dell’antimafia di Lecce ed è finita nell’ordinanza che ha portato all’arresto di 50 persone nell’operazione “Lampo”.

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Umberto Bellocco

I collaboratori È il collaboratore di giustizia Francesco Di Bari a raccontare agli inquirenti salentini dei rapporti tra uno il boss di Taranto Cataldo Caporosso e Bellocco. «Caporosso – si legge nell’ordinanza del gip di Lecce – mi diceva che era riuscito a raggiungere la posizione che attualmente occupava e che gli permetteva di dirigere i suoi traffici anche da detenuto, grazie alla protezione della famiglia calabrese dei Bellocco, ed in particolare di Umberto Bellocco, ritenuto capo “ndrina” che era suo padrino a gli aveva date la carica di capo famiglia”». Ma ancora prima, nel 1994, un altro pentito, Marino Pulito dichiarava che «Nel 1988/1989 in Massafra, località della provincia di Taranto, fu consumato un sequestro di persona ai danni di un ragazzo residente nel paese indicate…Il ragazzo di cui mi sfugge il nome, fu rapito poiché così fu ordinato da Umberto Bellocco di Rosarno che aveva l’obiettivo di estorcere una somma di denaro a questo insieme a Dino Caporosso di Massafra, che era appunto un affiliate dello stesso Bellocco».

La visita al padrino scarcerato Un rapporto così stretto tra i Caporosso e Bellocco che, quando “Assi i mazzi” viene scarcerato dopo 21 anni, Capaldo Caporosso e signora partono da Taranto e vanno a Rosarno per salutarlo e Bellocco porge una mano al vecchio amico promettendo: «il nostro braccio sempre a disposizione…mi fa piacere…e di servirvi in qualsiasi memento anche noi…». 

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