Vibo, Tedesco e Vibo Unica vanno all’attacco di Silvia Riga. La difesa di Muratore: “Strumentale”

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Per il gruppo di Luciano c’è improvvisazione e mancanza di programmazione. Di tutt’altro avviso il consigliere de “I Liberali per Vibo”

Non c’è pace per l’Amministrazione comunale. Sono soprattutto le tensioni tra le componenti della maggioranza ad animare il dibattito tra le stanze di palazzo “Luigi Razza”. Nel mirino di “Vibo Unica”, il gruppo che fa riferimento al presidente del Consiglio Stefano Luciano, è finita nei giorni scorsi, l’assessore all’Immigrazione Silvia Riga. Su di lei si sono “abbattute” le richieste di chiarimento da parte di Francescantonio Tedesco e Claudia Gioia. Richieste che hanno messo seriamente in discussione l’operato dell’Amministrazione e dell’assessore all’Immigrazione (in carica da qualche mese), su una serie di questioni-chiave. Senza giri di parole  Tedesco ha infatti affondato il coltello nelle piaghe di un’Amministrazione che, a loro dire, “naviga a vista su un tema importante come la sistemazione e l’accoglienza dei migranti e la realizzazione di un centro Sprar”. Nè l’uno né l’altro, a giudizio di Vibo Unica, “sono argomenti che possono essere trattati esclusivamente dall’apparato burocratico del Comune e da qualche assessore intraprendente, ma devono essere al centro di un ampio dibattito politico che coinvolga le forze presenti in Consiglio”.

Le proteste dei cittadini. Insomma, c’è chi vuole capirne di più “circa le proteste dei cittadini residenti al centro della città, in via Gioacchino Murat (villetta Scrimbia) e in via Parisi (ex mensa del Convitto)”, in merito “alla possibile realizzazione di centri di accoglienza dei migranti”. Nei mesi scorsi, in effetti, era stata comunicata la partecipazione del Comune ad un progetto per la realizzazione di un centro Sprar, “senza fornire ulteriori indicazioni in merito”.  Ebbene, pur avendo l’Amministrazione rassicurato i cittadini”, quando ha dichiarato “che le strutture oggetto della protesta saranno utilizzate per altri fini – hanno attaccato i due consiglieri – non ha indicato dove effettivamente sorgerà il centro di accoglienza”. Peraltro, “l’Amministrazione non ha inteso informare il consiglio comunale, né la cittadinanza su come intenda affrontare tale problema e sembra navigare a vista su un tema così delicato”. 

La replica. L’assessore ha replicato in Consiglio comunale, ma ieri a prenderne le difese è stato Giuseppe Muratore de “I liberali per Vibo”, che ha sviscerato la questione in una dettagliata nota: “Hanno suscitato molta perplessità e preoccupazione, nella comunità Vibonese – ha scritto – le parole riportate su articoli di giornale del Consigliere Comunale Francesco Antonio Tedesco, migrato ultimamente nel gruppo Vibo Unica, riguardanti la diatriba scoppiata tra il suddetto e l’Assessore con delega all’immigrazione Silvia Riga in merito ad una interrogazione presentata dal gruppo Vibo Unica e riguardante la sistemazione dei migranti sul territorio comunale. Trattandosi di una interrogazione, il sottoscritto, come del resto tutti gli altri consiglieri presenti alla seduta di Consiglio, non hanno potuto partecipare alla discussione in quanto, da regolamento, non è previsto aprire un dibattito alla fine della replica del proponente. In definitiva, il silenzio dell’aula non ha voluto significare una sfiducia nei confronti dell’assessore Riga in quanto ci si è trovati nell’impossibilità di poterla difendere”.

L’accoglienza. “Il tema dell’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo – ha proseguito – è serio e certamente entrerà anche nella ormai imminente campagna elettorale. La mia speranza è di non dover assistere a strumentalizzazioni e polemiche preelettorali o, ancor peggio, a sfiducie da parte di qualche gruppo di maggioranza nei confronti di un Assessore che, pur non avendo ricevuto nessuna relazione di passaggio di consegne dall’assessore precedentemente delegato né tantomeno un’eventuale programmazione in atto, in pochi mesi dal suo insediamento, ha prodotto una mole di lavoro veramente considerevole e documentato. E’ proprio per queste considerazioni, riferendomi in particolare alle possibili strumentalizzazioni, che voglio tentare di chiarire alcuni punti per tranquillizzare principalmente i miei concittadini e mettere la parola “fine” alla sterile discussione”.

La procedura. “Il Consigliere Tedesco ed il suo gruppo “Vibo Unica” dovrebbero sapere (e lo sanno) che tutti i centri di accoglienza straordinari per adulti non dipendono dal Comune ma bensì dalla Prefettura. Pertanto, per conoscere la programmazione di eventuali nuovi centri CAS adulti ed il destino di quelli già esistenti, avrebbero dovuto interrogare la Prefettura e non l’Assessore Riga, che comunque, nel caso degli appartamenti situati in via Murat, si è attivata immediatamente ricevendo dalla stessa Prefettura rassicurazioni scritte in data 25.09.2017 dove veniva comunicato che la società “Calosorisma” non ha sottoscritto alcun contratto con la Prefettura. Il gruppo “Vibo Unica” dovrebbe essere a conoscenza ( e lo è in quanto era presente con i suoi assessori ) del verbale di deliberazione di Giunta Comunale n. 242 del 01.09.2017 proposto dall’Assessore Riga ad oggetto: “Presa d’atto e adesione al protocollo d’intesa tra la Prefettura di Catanzaro, la Regione Calabria e l’Anci per il miglioramento del sistema di accoglienza dei richiedenti la protezione internazionale”, il cui protocollo d’intesa è stato firmato dal Ministro Minniti e i Comuni aderenti , tra cui il nostro, il 21/10/2017. Tale protocollo d’intesa prevede, tra l’altro, di accogliere nel Comune di Vibo un numero limitato (148) di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale in conformità al Piano nazionale di ripartizione. E cosa molto importante, di acquisire la disponibilità da parte di soggetti pubblici e/o privati , questi ultimi (i privati ) attraverso” procedure ad evidenza pubblica” di idonee unità abitative necessarie alla copertura dei posti, e di escludere dai Bandi delle Prefetture i Comuni aderenti al protocollo che abbiano almeno raggiunto la copertura del 50% dei posti previsti in base al piano Ministero-Anci”. “Ed ancora,di dare attuazione, in quanto comune aderente alla rete SPRAR, alla cosiddetta “clausola di salvaguardia”. Non più, quindi, tramite “adesione formale” del Comune così come invece è avvenuto prima dell’insediamento dell’Assessore Silvia Riga. Per fortuna l’adesione formale del Comune di Vibo al bando per l’affidamento indetto dalla Prefettura è in scadenza il 31.12.2017 ed ancora non sono stati sottoscritti contratti. Pertanto, forse, l’emergenza è scongiurata come è scongiurata anche la tentata strumentalizzazione. Potrei continuare ma comprendo l’esigenza di sintesi degli organi di informazione”.

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