Natuzza, a Paravati giornata di preghiera. Il vescovo: “Non fatevi ingannare da bugie”

Paravati Festa della Mamma 2017
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Ieri il ventiquattresimo anniversario dall’arrivo della Statua della Madonna. Un giorno che segnò una pagina importante per Paravati

All’appello hanno risposto in 10 mila, forse piu’, provenienti da ogni angolo della penisola, di meno comunque rispetto agli scorsi anni per via delle contrapposizioni sullo statuto, che hanno raggiunto sin dalle prime luci dell’alba la Cittadella della carità e della speranza per partecipare alle celebrazioni religiose in ricordo dell’arrivo,24 anni fa, della statua della Madonna, realizzata su indicazioni di Natuzza Evolo. Un giorno tanto atteso che segnò un pagina importante nella storia di Mileto e della fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime” di Paravati. Un momento dal significato profondo di cui tanti ricordano ancora oggi, in particolare, la gioia di Fortunata Evolo e le migliaia di persone assiepate lungo le strade del paese, nonostante il tempo quel giorno non promettesse nulla di buono.

Ieri per ricordare quel giorno di novembre del 1993 si è svolta la in un clima di profonda devozione la processione della sacra effigie della Madonna per le vie del paese. A seguire l’introduzione, prima delle celebrazione all’aperto presieduta da monsignor Salvatore Nunnari, del vescovo Luigi Renzo che ha fatto sapere di avere nei mesi scorsi a tutti i Vescovi d’Italia dove i Cenacoli operate, perchè ne siano informati e perchè avessero consapevolezza che non siete clandestini allo sbaraglio, ma avete l’approvazione di questa diocesi. “Vi dirò di più. Stiamo per ottenere il vostro riconoscimento regionale della Conferenza Episcopale Calabra e questo certamente rappresenterà un fatto importantissimo, che richiede un maggiore e capillare coordinamento interdiocesano. Son convinto che questo sia il desiderio più bello e più forte di Mamma Natuzza, che dall’alto ci sta guidando”.

E poi rivolgendosi ai sacerdoti e responsabili dei Cenacoli: “Fatevi presenti ai vostri Vescovi perchè in ogni diocesi sia formalmente costituito il coordinatore diocesano dei Cenacoli e comunicatelo al sottoscritto. Ciò non per scavalcare qualcuno, ma perchè si richiede come fatto istituzionale. E’ il Vescovo il responsabile della diocesi. Non voglio sostituirmi a nessuno, faccio solo il Vescovo che vuole bene ai Cenacoli, alla Fondazione ed all’opera intera di Mamma Natuzza. Non lasciatevi ingannare dalle tante bugie e falsità che si stanno dicendo in giro. Il sottoscritto e la diocesi non vogliamo appropriarci di nulla, delle offerte, del patrimonio. E’ tutto vostro, frutto dei vostri sacrifici. Si vuole solo che il capolavoro spirituale di Mamma Natuzza – non le proprietà materiali della Fondazione, che restano tali – sia patrimonio spirituale della Chiesa. Per questo sto anche lottando per riprendere i fili dell’apertura dell’Indagine diocesana della Causa di Beatificazione. Se Natuzza non è della Chiesa e nella Chiesa non può essere dichiarata santa. A questo riguardo, completando l’informazione data il 1° novembre, ho costituito la Commissione teologica di studio formata da Docenti dell’Istituto Teologico Calabro “S. Pio X” di Catanzaro, che ringrazio ufficialmente anche per voi per l’adesione data, e dopodomani mattina ho l’appuntamento col Prefetto della Congregazione della Fede per farmela approvare”.

“Cos’altro devo dire e fare per far capire che io sono totalmente per voi e per la causa di Natuzza? Devo dire la verità. Questa determinazione, chiarezza e fiducia nella riuscita di quanto sto cercando di fare, pur tra mille difficoltà e diffidenze, conoscendomi, non riesco a spiegarmele. Non mi ritenevo, nè mi ritengo capace. Se questo sta avvenendo è perchè qualcuno dall’alto mi sta guidando e spingendo a non demordere. Vi invito a pregare perchè possiamo ricuperare tutti la serenità e la volontà di portare avanti l’opera che Natuzza ha avuto ispirata dalla Madonna”. Nell’omelia sono rimbalzate,infine, forti e chiare nella spianta della fondazione le parole del vescovo Nunnari: “Natuzza è stata sempre un esempio di umiltà. Una vera serva d Dio”. Lo stesso presule ha espresso vicinanza al vescovo Renzo per l’opera intrapresa a favore della canonizzazione di Fortunata Evolo.

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