‘Ndrangheta tra Catanzaro e Crotone, 41 imputati optano per il rito abbreviato

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In  19 continuano la normale udienza preliminare.  Due le posizioni stralciate nell’ambito dell’operazione “Borderland” contro sodali e affiliati  alle famiglie Trapasso e Tropea

di GABRIELLA PASSARIELLO

Quarantuno le richieste di rito abbreviato per altrettanti imputati coinvolti nell’operazione della Dda di Catanzaro “ Borderland”, considerati sodali e affiliati alla famiglia Trapasso, egemone sul vasto territorio costiero a cavallo tra le provincie di Catanzaro e Crotone, e alla ‘ndrina collegata dei Tropea.

Si tratta di Giovanni Trapasso, 60 anni di Cutro; Vincenzo Trapasso, detto “cecè”, 66 anni, di Cutro; Leonardo Trapasso, di Cutro 49 anni; Tommaso Trapasso, 39 anni, di Cutro; Giuseppe Trapasso, 30 anni, residente a Botricello; Pierpaolo Caloiro, 38 anni, di Cutro; Gianluca Colosimo, 32 anni, residente a Sersale; Massimo Colosimo, 39 anni, residente a Parma; Alex Correale, 24 anni, residente a Cropani; Alessandro Cosco, 24 anni, residente a Cropani; Stefano Roberto Cosco, 41 anni, residente a Cropani; Domenico Esposito, 39 anni, residente a Cropani; Rosetta Esposito, 41 anni, residente a Cropani; Luigi Greco, 64 anni, di Cropani; Giuseppe Graziano Macrì, 38 anni, residente a Cropani; Salvatore Macrì, 50 anni, di Cropani; Antonio Mancuso detto “Capitano”, 36 anni, residente a Cropani; Giuseppe Mancuso, detto “Capitano”, 29 anni, residente a Cropani; Eliseo Mercurio, 44 anni, residente a Cropani; Vincenzo Niutta, 50 anni, residente a Botricello; Gianfranco Palaia, 41 anni, residente a Cropani; Giuseppe Palaia, 47 anni, residente a Cropani; Giuseppe Quintino, 39 anni, residente a Cropani; Francesco Talarico, detto “zio Franco”, 61 anni, residente a Cropani; Giovanni Battista Talarico, 42 anni, residente a Sellia Marina; Pasquale Talarico, 49 anni, residente a Cropani; Vincenzo Talarico, detto “Gagumidda”, 65 anni di Sersale; Antonio Taverna, detto “bombolo” o “bombolino”, 28 anni, residente a Cutro; Carmine Taverna, 57 anni, di Cutro; Carmine Tropea, 31 anni, residente a Cropani; Francesco Tropea, 32 anni, residente a Cropani; Giuseppe Tropea, 50 anni, di Cropani; Renzo Tropea, 33 anni residente a Cropani; Antonio Viscomi, detto “chitarra”, 39 anni, residente a Cutro; Gino Talarico, 27 anni, residente a Botricello; Antonio Gallo, 37 anni, residente a Sellia Marina; Domenico Falcone, 53 anni, di Cutro; Vincenzo Lucente, 54 anni, di Crotone; Antonio Maiolo, 61 anni, di Isola Capo Rizzuto,Raffaele Bubbo, 48 anni, di Petronà; Vincenzo Tropea, 45 anni, di Cropani; del rito alternativo verrà deciso dal gup Claudio Paris l’8 novembre prossimo, giorno in cui continueranno anche le discussioni per gli avvocati difensori degli imputati che hanno scelto il rito ordinario.

Coloro che hanno scelto il rito ordinario. Si tratta di Gregorio Aiello, 42 anni, di Cutro; Salvatore Aiello, 47 anni, di Cutro; Antonio Bianco, 40 anni, residente a Parma; Vito Borelli, 41 anni, residente a Sellia, Giovanni Colosimo, 32 anni residente a Cropani; Maurizio De Fazio, 48 anni, di Cropani; Francesco Greco, detto “Raffaele, 54 anni, di Cropani; Klodian Hymeti, 35 anni, residente Cropani; Rolando Russo, 33 anni, residente a Sellia Marina; Massimo Zofrea, 47 anni, di Catanzaro; Salvatore Stanizzi, 33 anni, residente a Cropani; Carmine Falbo, 59 anni, residente a Cropani; Emanuele Carcea Valenti, 32 anni, di Roccabernarda; Domenico Iaquinta, 35 anni, di Crotone; Salvatore Scandale, 37 anni, residente a Cutro; Filomena Muto, 71 anni, di Cutro; Riadh Ben Salah, 45 anni, Tunisia; Monica Pezzano, 46 anni, di Catanzaro; Giuseppe Gareri, 28 anni, residente a Legnano. Stralciate le posizioni di Rosario Falsetti, 50 anni, residente a Reggio Emilia e Rinaldo Dolce, 50 anni di Cutro. 

I due sodalizi e i legami con il clan Grande Aracri. L’attività d’indagine, avrebbe consentito di svelare l’esistenza di due distinti sodalizi mafiosi, quello dei Trapasso di San Leonardo di Cutro (Kr) e quello dei Tropea- Talarico di Cropani Marina (CZ). La cosca di ‘ndrangheta dei Trapasso, capeggiata dal cinquantottenne Giovanni e dai figli Leonardo, detto Nana’ e Tommaso, avrebbe rivestito un ruolo di vertice nel panorama delle consorterie mafiose dell’area, operando in stretta connessione con le omologhe compagini dei Grande Aracri di Cutro, dei Farao-Marincola di Cirò Marina, dei Bubbo di Petronà, dei Ferrazzo di Mesoraca, vantando solidi rapporti con le più influenti cosche della regione. Le indagini, inoltre, avrebbero consentito di dimostrare l’ascesa criminale del clan mafioso facente capo a Giuseppe Tropea e allo zio Francesco Talarico, inizialmente assoldati come “manovalanza” dal clan Trapasso, avrebbero col tempo conquistato una propria autonomia nel territorio di Cropani Marina, con attività usuraie, senza l’obbligo di rendicontare alla cosca “madre” di San Leonardo. Il potente sodalizio cutrese, invece, avrebbe imposto la sua lunga manus attraverso una fitta rete di fiancheggiatori e favoreggiatori, appartenenti sia al mondo imprenditoriale che a quello delle istituzioni.

 Il condizionamento sul voto. Un’inchiesta che ha consentito di registrare il condizionamento del voto amministrativo del maggio 2014 nel Comune di Cropani, nel Catanzarese, finalizzato alla acquisizione di appalti e servizi pubblici che ha portato all’elezione, come candidato in una lista civica, del vice sindaco Francesco Greco.

I legami con le altre cosche calabresi. I rapporti privilegiati della cosca Trapasso con i più potenti clan della intera Regione sono attestati, secondo le ipotesi di accusa, oltre che dalla documentata partecipazione a summit di mafia, anche dalla presenza di rappresentanti della famiglia a sontuosi banchetti svoltisi in occasione dei matrimoni di alcuni appartenenti alle famiglie di ‘ndrangheta delle diverse provincie calabresi. La ‘ndrangheta e le cerimonie religiose. Un modo questo per consolidare. I Trapasso sarebbero rientrati nel ristretto numero delle cosche custodi della ortodossia della ‘ndrangheta, con la presenza di uomini della consorteria a Polsi, in occasione degli annuali festeggiamenti della Madonna, o in genere alla cerimonie religiose dei luoghi di propria influenza.

Il collegio difensivo. Nel nutrito collegio difensivo compaiono tra gli altri i nomi degli avvocati Vincenzo Cicino, Salvatore Staiano, Luigi Falcone, Francesco Iacopino, Giancarlo Pittelli, Piero Mancuso, Salvatore Iannone, Pietro Pitari, Gregorio Viscomi, Gianni Russano, Giuseppe Fonte, Lanfranco Calderazzo e Pietro Funaro.

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