Alluvione a Vibo, danni al Lido degli aranci. Per la Cassazione la Provincia non è responsabile

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L’ente era stato chiamato in giudizio dalla società per azioni “Hotel 501” insieme alla Regione dinanzi al Tribunale delle acque pubbliche

“L’esondazione del torrente sant’Anna, avvenuta il 3 luglio 2006, non è da addebitare alle inadeguate attività di manutenzione, vigilanza, controllo e risanamento dell’alveo e degli argini da parte della Provincia di Vibo Valentia o di altri enti competenti, ma è stata causata da un evento atmosferico imprevedibile”. Queste, in sintesi, le motivazioni fondamentali che hanno indotto le Sezioni unite civili della Suprema Corte di Cassazione a rigettare il ricorso presentato dalla “Fallimento 501 hotel spa” contro l’Amministrazione provinciale di Vibo Valentia per i danni provocati dall’alluvione del 3 luglio 2006 alla struttura ricettiva “Lido degli Aranci”.

I fatti. Nel gennaio del 2010, la “Società per azioni Hotel 501”, ha convenuto in giudizio la Provincia di Vibo Valentia e la Regione Calabria dinanzi al Tribunale regionale delle acque pubbliche di Napoli che, valutati gli atti ed i fatti contestati, ha sentenziato la non responsabilità dei suddetti enti, in relazione ai danni causati dagli eventi alluvionali del 3 luglio 2006 alla struttura turistica “Lido degli Aranci”. Nel 2015, tale verdetto è stato confermato dal Tribunale Superiore delle Acque pubbliche di Roma, al quale si era appellata la “S.p.a. 501 Hotel”. Sentenza che – come evidenziato in premessa – è stata confermata, nei giorni scorsi, anche dalla Suprema Corte di Cassazione, dinnanzi alla quale aveva presentato ricorso la “Fallimento 501 Hotel”.

La soddisfazione del presidente. “Siamo soddisfatti  – ha detto Andrea Niglia – per il pronunciamento a nostro favore delle Sezioni unite civili della Suprema Corte di Cassazione, in quanto una sentenza a noi avversa avrebbe probabilmente decretato, nei fatti, la fine amministrativa della Provincia di Vibo Valentia», ha affermato il presidente Andrea Niglia. «La cifra di risarcimento danni richiestaci dalla “Fallimento 501 Hotel” ammontava, infatti, ad oltre 17 milioni di euro. Somma che – ha ribadito Niglia – avrebbe dato il colpo di grazia ad un Ente che, è bene ricordarlo, si trova ancora in stato di default economico- finanziario”.

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