‘Ndrangheta a Milano, 500 anni di carcere per i clan di Quarto Oggiaro

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Per Biagio Crisafulli, storico boss del narcotraffico in Lombardia è stata chiesta la pena più alta, 30 anni

Un totale di quasi 500 anni di carcere divisi per una quarantina di imputati, tra cui Biagio Crisafulli, storico boss del narcotraffico in Lombardia e per cui è stata chiesta la pena più alta, 30 anni. Sono i numeri delle pesanti richieste di condanna formulate oggi dal pm di Milano Marcello Musso al termine della requisitoria nel processo su un presunto traffico di stupefacenti con legami con la ‘ndrangheta gestito da clan radicati nel quartiere milanese, popolare e difficile, di Quarto Oggiaro. Gli imputati, tra cui Crisafulli, 62 anni, siciliano e in carcere da quasi 20 anni ormai, erano rimasti coinvolti negli anni scorsi in varie tranche di una maxi inchiesta, chiamata Pavone, che vedeva al centro i clan Muscatello e Crisafulli, un presunto traffico di cocaina gestito con legami con storiche famiglie della ‘ndrangheta e l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico, anche con l’aggravante mafiosa. Nel giugno 2015, con rito abbreviato, sono già arrivate oltre 30 condanne a pene fino a 20 anni.

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