L’ombra della ‘ndrangheta sul business dei migranti nel Vibonese. Interdittive per due coop

Nave di Immigranti
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Il Prefetto di Vibo Valentia ha emesso due informative nei confronti di altrettante cooperative che gestiscono alcuni centri di accoglienza in provincia. Ecco di chi si tratta

di MIMMO FAMULARO

Che la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro decidesse di fare luce sul business dell’accoglienza dei migranti in provincia di Vibo Valentia era immaginabile. La conferma implicita arriva adesso direttamente dalla Prefettura che ha emesso nelle scorse ore due interdittive antimafia nei confronti di altrettante cooperative. Non due qualsiasi, ma due tra le più importanti che operano nel Vibonese e, in particolare, a Briatico dove hanno sede alcuni dei Cas (Centri di accoglienza straordinari) più grandi dell’intera provincia. Si tratta della Cooperativa sociale Monteleone Servizi e della Monteleone Protezione Civile, entrambe fondate dall’avvocato ed ex consigliere comunale in quota Partito Democratico, Marco Talarico che ha annunciato ricorso al Tar.

L’ombra dei clan. Il provvedimento del Prefetto, misura a carattere preventivo, prescinde comunque dall’accertamento di singole responsabilità penali nei confronti di soggetti che hanno rapporti con la pubblica amministrazione fondandosi sugli accertamenti compiuti dai differenti organi di polizia. Alla base del provvedimento, firmato dal prefetto Guido Longo, una serie di informative di polizia relative a rapporti commerciali con società e fornitori “controindicati” e alcune frequentazioni dei titolari delle cooperative con persone ritenute “a rischio”. E’ dunque assai verosimile che Guido Longo abbia deciso di agire in seguito a qualche informativa arrivata sul suo tavolo in ordine ad eventuali e presunte ingerenze delle cosche della ‘ndrangheta nel business dei migranti e di tutto ciò che ruota intorno ad esso. D’altronde i numeri sono imponenti e intorno all’accoglienza dei profughi ruotano affari milionari gestiti da associazioni e cooperative sociali, spesso riconducibili ad esponenti politici trasformatisi nell’emergenza in imprenditori. E, a differenza di quanto accade in altri settori, i conti tornano sempre perché il business dei migranti va oltre i parametri di Maastricht o del rapporto Deficit-Pil. Da Bruxelles piovono euro a valanga che finiscono in una delle province più povere d’Italia ma con il maggior numero di migranti in relazione alla popolazione residente. Sono oltre mille i profughi ospiti delle varie strutture di accoglienza presenti sul territorio. Ognuno di loro genera una diaria giornaliera di 33 euro (per i minori stranieri non accompagnati si va oltre i 45 euro) che moltiplicati fanno oltre 50 mila euro al giorno. Un volume di affari di circa un milione e mezzo al mese che, inevitabilmente, potrebbe attirare gli appetiti della ‘ndrangheta e per questo il monitoraggio delle forze dell’ordine, su impulso della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, è continuo e costante.

I centri di Briatico. Il primo livello è rappresentato dai Cas che sono i centri di accoglienza straordinari destinati ad ospitare i migranti adulti in attesa di asilo politico. In provincia di Vibo Valentia sono due e garantiscono poco più di seicento posti. Il più grande si trova a Briatico, tra l’ex Hotel Costabella e i residence di Torre Sant’Irene. A gestirli è proprio l’Associazione Monteleone di Vibo Valentia, in prima linea nell’accoglienza dei migranti praticamente dalle origini dell’emergenza. Il proprietario di queste strutture alberghiere è un imprenditore reggino che da anni vive ed investe sulla Costa degli Dei. Si chiama Costantino Trimboli e recentemente ha acquistato all’asta il 501 Hotel con la società F94 di cui è rappresentante legale il figlio, Francesco. A curare gli aspetti legali nella “scalata” alla più prestigiosa struttura alberghiera vibonese è stato proprio l’avvocato Marco Talarico, le cui due associazioni da lui fondate sono ora nell’occhio del ciclone, monitorate dall’antimafia.

 

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