L’INTERVENTO | Comune Vibo, Console affonda i colpi: “La città che vorrei si è dissolta”

Domenico Console
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L’ex assessore, escluso dal rimpasto estivo per via della mancanza di numeri in assemblea, ritorna su una serie di questioni politiche  e non solo

di NICO CONSOLE*

L’identificazione dell’appartenenza o della simpatia ad un area politica, è operazione più complessa rispetto al mero possesso di una tessera o all’enunciazione di uno slogan; è il modo con cui si analizzano i problemi e si propongono le eventuali soluzioni, è il modo con cui le azioni interagiscono con le idee frutto di esperienza, memoria storica, lettura delle dinamiche e delle esigenze sociali e territoriali rispetto alle quali l’uomo politico si fa interprete e portatore. Sono convinto che i diretti interessati non hanno bisogno di tutori ma sapranno chiarire con atti amministrativi e fatti politici, ad oggi non sufficientemente chiari, l’area politica di appartenenza; senza che corra in loro soccorso il consigliere Cutrullà.

Piuttosto, lo stesso consigliere, che non ha bisogno di improvvidi suggeritori, potrebbe ricordare con la stessa chiarezza ai cittadini il colore dell’amministrazione che utilizzò i fondi vincolati per la copertura della spesa corrente negli anni precedenti la dichiarazione di dissesto? Potrà smentire che la dichiarazione di dissesto dell’Ente ha semplicemente natura dichiarativa le cui cause sono da rinvenirsi in periodi precedenti?
I fatti storici raccontano di un dissesto derivato alla mancata approvazione del Piano pluriennale di riequilibrio finanziario, nel consiglio comunale del 25/3/2013, allorquando anche coloro che interpretavano il ruolo di opposizione, sottovalutando le conseguenze di quel voto, scelsero di condividerne la responsabilità davanti alla città rendendosi comprimari di una delle pagine più discutibili e discusse della politica cittadina.

Per arginare e prevenire facili speculazioni politiche, in un momento di grave confusione amministrativa in tutti gli enti territoriali, abbiamo condiviso l’esigenza di riunirci insieme ai partiti del centrodestra vibonese per verificare l’esistenza delle condizioni necessarie per un’azione politica unitaria di prospettiva, partendo dal ruolo primario del capoluogo di provincia. Ritenendoci soggetti politici, per rappresentatività popolare diretta, insieme alle forze politiche che contribuirono alla formazione della coalizione a sostegno del programma elettorale del Sindaco Costa, abbiamo rivendicato, con senso di responsabilità, il rispetto assoluto del programma elettorale voluto dai cittadini e la necessità che si attui con la maggiore speditezza e concretezza possibile nell’interesse della città che non merita ulteriori ritardi.

Purtroppo la città è testimone della dissoluzione della lista “La città che vorrei”, che si è via via affievolita in consiglio comunale tanto da divenire evanescente se non intangibile sul piano politico, che ha da tempo abdicato al ruolo, lasciando interpretare il civismo a soggetti politici in cerca d’autore. Per evitare che da questo quadro di un civismo confuso, dove anche il solo cambio di una lampadina, l’installazione di una fioriera o la tinteggiatura di un muro ormai diventa motivo di merito sulla stampa, possa trarne gratuita convenienza chi si limita ad aspettare il passaggio del cadavere del nemico, è emersa la necessità di invitare Forza Italia ad interpretare con determinazione ed autorevolezza il ruolo di guida del centrodestra, partendo dal Comune capoluogo di provincia, dove, con il suo 9,23% su 50,8%, continua a mantenere un terzo dell’Organo d’indirizzo politico.

I forzisti hanno l’autorevolezza ed i numeri per porsi alla guida dell’intera area politica, e per indirizzare l’esecutivo all’adozione di atti che diano il segnale di una programmazione più concreta dell’idea di sviluppo del territorio con la determinazione tipica dei partiti in generale e del centrodestra in particolare, senza tentennamenti e senza compromessi con altri soggetti interpreti di un civismo dai contorni troppo elastici ed indefiniti; dando consistenza ai segnali di forte critica disagio manifestati già da qualche suo consigliere, senza perdere tempo nel disegno di futili strategie politiche che potrebbero rivelarsi controproducenti, non solo per la città.

Non è più tempo di maggioranze elettorali ma seriamente amministrative che debbono essere spronate dall’unica forza chiaramente politica in consiglio e dagli spiriti critici ancora presenti, ad un serrato confronto in consiglio comunale, a distanza di oltre due anni, nella trattazione dei problemi più importanti della città, come fatto per il canile sanitario, per la modifica del regolamento sulle modalità di notifica. Solo per citarne alcuni riteniamo che si debba subito decidere su come intervenire per l’adeguamento delle rette dell’asilo comunale rispetto alle fasce reddituali dei cittadini, magari anche rinunciando a qualche rimborso personale dei consiglieri, legittimo ma forse non appropriato rispetto all’attuale capacità economica dell’ente.

I segnali di allarme che i cittadini manifestano per la possibile apertura di nuovi C.a.s. in città rendono non più differibile il confronto aperto in consiglio comunale sul tema dello Sprar, strumento utile per un’accoglienza programmata e civile; ma occorre da subito fare chiarezza per stabilire quanti saranno in assoluto gli ospiti della città, come e dove saranno dislocati onde prevenire la creazione di ghetti, ulteriori manifestazioni di intolleranza e danni economici per una città che è già per altri motivi sofferente. Allo stesso modo, sul destino e sul possibile sviluppo futuro del Porto di Vibo Marina, coinvolgendo senza preclusioni e pregiudizi di sorte tutti i soggetti istituzionali ed economici, pubblici e privati, del territorio; poiché il benessere e la crescita di un territorio e di una collettività non possono essere scelte esclusive di singoli attori.

Sono intimamente convinto che tra i consiglieri di questa maggioranza ci sono alcuni disposti ad assumersi con chiarezza la responsabilità delle scelte sul futuro di questa città; se sono anche di centro destra a loro, ed esclusivamente a loro, l’impegno ed il dovere di darne fattiva dimostrazione.

*Già assessore dell’esecutivo Costa

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