In viaggio contro la rete dei cyberbullismo “per crescere in sicurezza e legalità” (VIDEO)

Percorsi di Legalità
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Inaugurazione del nuovo anno scolastico a Catanzaro: scuola, famiglie, associazioni e Istituzioni in sinergia per costruire percorsi di legalità per i giovani

Un nuovo anno scolastico, una nuova sfida, un unico obiettivo: viaggiare insieme “per crescere in sicurezza, armonia, legalità”. Da qui, sono partiti l’associazione “Universo Minori” e l’Istituto comprensivo “Catanzaro Est” che ieri pomeriggio hanno inaugurato il nuovo anno scolastico presso la sala consiliare del Comune di Catanzaro promuovendo un convegno incastonato nel ciclo “Percorsi di Legalità” portato avanti dal sodalizio, presieduto dalla dottoressa Tulelli. In sinergia, quindi, per dare un volto a quella legalità che dalla scuola muove i suoi primi passi.

L’incontro. Con questo spirito, prima dell’evento genitori e insegnanti si sono incontrati presso la Sala concerti del Comune di Catanzaro per fare un punto sui rispettivi bisogni e definire ex ante il patto formativo. Presenti al convegno, in qualità di relatori, il vicesindaco ed assessore alla Cultura del Comune di Catanzaro Ivan Cardamone, la dirigente scolastica Flora Alba Mottola, il presidente dell’associazione “Universo Minori” dottoressa Rita Tulelli, la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale della Calabria Angela Riggio, il procuratore aggiunto presso il tribunale di Cosenza dottoressa Marisa Manzini, il presidente della commissione regionale contro la ‘ndrangheta Arturo Bova, ed il presidente del Centro calabrese di solidarietà dottoressa Isa Mantelli.

Il tema. Legalità, quindi, al centro dell’incontro. Un valore inteso come “l’anello che salda la responsabilità individuale alla giustizia sociale, l’io ed il noi”. Legalità, insomma, che diviene un modo di essere, di vivere. Non solo regole, ma un sentire comune da coltivare. E quel seme si è inteso piantare, compiendo questo primo passo. “Per questo – hanno spiegato – non bastano le regole, queste funzionano se incontrano coscienze critiche, responsabili, capaci di distinguere, di scegliere, di essere coerenti”. I relatori, davanti ad un cospicuo pubblico di genitori ed insegnanti, con i loro interventi hanno, in tal senso, sottolineato quanto sia importante affrontare il tema della legalità con i ragazzi, facendo loro capire che l’illegalità e qualsiasi altra forma di ingiustizia e prevaricazione nascono da vuoti che tutti noi possiamo riempire in maniera positiva, non solo a parole, ma accompagnando i giovani nell’apprendimento dell’alfabeto delle emozioni, dei sentimenti e delle relazioni, che sono alla base per esprimersi costruendo un’identità sia personale che sociale.

Il procuratore. E sul cyberbullismo, si è soffermata, in particolare, la dottoressa Manzini che ha approfondito la legge numero 71 del 2017 entrata in vigore il 18 giugno scorso contro il fenomeno, in quanto i soprusi tra i minori invadono lo spazio virtuale con messaggi, immagini e video spregevoli che corrono sul web soprattutto grazie agli smartphone. “L’obiettivo alla base di tali comportamenti – ha spiegato – è sempre quello di ferire e ridicolizzare qualcuno”. Ed è qui, che interviene la legge che prevede una serie di interventi e strumenti atti a dar voce ai ragazzi affinché non si sentano più soli. In particolare, ha spiegato il procuratore aggiunto presso il Tribunale di Cosenza, “sono tre le importanti novità introdotte dalla norma, come prima cosa sarà direttamente il minore vittima di un sopruso on line a poter segnalare in modo semplice al sito, o al social media, il contenuto offensivo chiedendone, nei tempi fissati dalla legge stessa, la rimozione. Se ciò non viene attuato dal fornitore dei servizi digitali, dopo opportune e tempestive verifiche, lo farà il Garante della Privacy”. Secondariamente, è previsto che il “bullo cybernetico” sia convocato, “insieme ai genitori, dal Questore che dà corso alla procedura di ammonimento. Un “cartellino giallo” che può portare il minore ad essere inserito in un percorso sociale o di messa alla prova”. Infine, “ogni scuola dovrà individuare tra i propri docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e contrasto e per il personale scolastico sono previsti corsi di formazione somministrati da esperti del settore”.

L’impegno. Infine, l’onorevole Arturo Bova ha parlato del lavoro che sta svolgendo di concerto con il presidente del Tribunale per i minori di Reggio Calabria, il dottor Roberto Di Bella, “allontanando i figli dei mafiosi dalle rispettive famiglie al fine di sottrarli al contesto criminale in cui altrimenti sarebbero destinati a crescere”. Un impegno crescente, per dare risposta a quanti rimasti intrappolati nella rete del cyberbullismo chiedono aiuto. Un modo per spezzare il silenzio e dare voce a quelle vittime. Catanzaro si è messa in viaggio, perchè la legalità è un percorso da vivere, passo dopo passo.

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