“Romanzo criminale”, condannati per usura i fratelli Patania

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Gli esponenti della famiglia di ‘ndrangheta di Stefanaconi sono stati anche interdetti dai pubblici uffici per cinque anni

di PAOLO DEL GIUDICE

Il processo di primo grado scaturito dall’inchiesta “Romanzo Criminale”,  celebrato innanzi il Tribunale di Vibo Valentia si conclude con la condanna dei fratelli Patania di Stefanaconi, difesi dall’avvocato Costantino Casuscelli, per il reato di usura a danno dell’imprenditore vibonese Francesco Evalto.

Le pene. Il Tribunale, presieduto da Lucia Monaco, giudici a latere Giovanna Taricco e Pia Sordetti, ha dunque inflitto la pena maggiore a Nazzareno Patania, condannato a quattro anni e mesi sei di reclusione, oltre diecimila euro di multa (richiesta Pm cinque anni e 17 mila euro di multa, così come per Bruno Patania); Bruno e Salvatore Patania (richiesta pm 4 anni e 15 mila euro di multa) sono stati invece condannati a quattro anni e 10 mila euro di multa; a tutti il Tribunale ha inflitto come pena accessoria l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici.

Le accuse. Secondo la prospettazione accusatoria, accolta dal Tribunale, i Patania avrebbero prestato denaro a tassi usurari a Francesco Evalto, imprenditore vibonese che in passato ricoprì anche la carica di consigliere comunale a Vibo Valentia. Nel corso del procedimento, i Patania hanno tuttavia sempre smentito di aver prestato denaro ad usura; Nazzareno Patania, in particolare, ha lamentato di essere stato truffato da Evalto a causa di forniture mai pagate. Nel procedimento penale si sono costituiti parte civile la Provincia di Vibo Valentia ed il Comune di Stefanaconi, entrambi difesi dall’avvocato Daniela Fuscà, nonché l’associazione antiracket “Alilacco”, che hanno ottenuto il risarcimento dei danni a carico degli imputati.

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