Spaccio nelle Serre vibonese, indagato dai domiciliari all’obbligo di dimora

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La scelta di accedere al “patteggiamento”, che comporta uno sconto di pena ed altri benefici processuali

Passa dagli arresti domiciliari al meno gravoso obbligo di dimora nel comune di residenza Davide Tassone, difeso dall’avv. Domenico Barillari, di Serra San Bruno. Dopo che il giovane venne sorpreso nel 2015 dai carabinieri in possesso di sostanza stupefacente, abilmente occultata nell’autovettura che stava guidando, prese il via un’articolata attività di indagine, conclusa nelle scorse settimane con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari da parte del pm della Procura di Vibo Valentia, Filomena Aliberti, e che ha disvelato un’attivissima rete di spaccio di stupefacenti nel comprensorio delle Serre vibonesi.

Il patteggiamento. La scelta da parte di Tassone di accedere al “patteggiamento”, che comporta uno sconto di pena ed altri benefici processuali, nonché l’avvicinarsi del termine massimo previsto dalla legge per il mantenimento della misura cautelare degli arresti domiciliari cui era sottoposto dal giugno scorso, ha indotto il pubblico ministero a richiedere al gip Gabriella Lupoli di applicare la misura dell’obbligo di dimora in sostituzione dei “domiciliari”, che imporrà a Tassone di non allontanarsi dal comune di residenza e non uscire dalla propria abitazione negli orari fissati dal magistrato.

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