Danneggiamento al Resort di Pippo Callipo, ai domiciliari il presunto autore

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Lascia il carcere di Reggio Calabria, il 24enne Domenico Febbraro di Sant’Onofrio, arrestato nell’ambito dell’operazione Conquista contro il clan Bonavota

di MIMMO FAMULARO

Dopo quasi nove mesi di detenzione carceraria, torna a casa Domenico Febbraro, 24 anni, ritenuto l’esecutore materiale della dei danneggiamenti al Popilia Country Resort, il complesso alberghiero della famiglia Callipo. Il gip del Tribunale di Catanzaro, Pietro Carè, ha infatti accolto l’istanza presentata dal difensore del giovane di Sant’Onofrio, l’avvocato Francesco Muzzopappa. Febbraro lascia quindi il carcere di Reggio Calabria e passa ai domiciliari. 

L’operazione “Conquista”. Era stato arrestato nello scorso mese di dicembre nell’ambito dell’operazione “Conquista” contro il clan Bonavota di Sant’Onofrio. Un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Vibo Valentia. Per il danneggiamento al Popilia Country Resort erano finiti in carcere Giuseppe Lopreiato, 22 anni e, appunto, Domenico Febbraro. Secondo l’ipotesi accusatoria entrambi, con ruoli distinti, avevano eseguito l’ordine di danneggiare la struttura della famiglia Callipo a scopo estorsivo e su mandato di Domenico Bonavota. L’avvocato Muzzopappa ha sostenuto nell’istanza lo scarso legame tra il suo assistito e i Bonavota. Il giudice ha quindi disposto l’alleggerimento della misura cautelare  con il trasferimento ai domiciliari. 

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L’inchiesta. In 400 pagine la Dda ha ricostruito le dinamiche che avrebbero portato agli omicidi di Raffaele Cracolici, detto Lele Palermo, e Domenico Di Leo, alias Micu i Catalano, uccisi tra il maggio ed il luglio del 2004. Ricostruiti anche una serie di danneggiamenti perpetrati ai danni dell’imprenditore del tonno, Pippo Callipo, oggetto di intimidazioni alle sue aziende nel 2004 e, più recentemente, nel 2016.

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