Scandalo all’Asp di Catanzaro, Gratteri: “Chi ruba deve stare in carcere” (VIDEO-INTERVISTE)

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Viaggi all’estero a spese del progetto europeo, destinato a migliorare la qualità della vita di quegli anziani che non potevano permettersi di curarsi

di GABRIELLA PASSARIELLO 

“Chi ruba deve andare in carcere, ci troviamo di fronte ad intercettazioni chiare e prove inoppugnabili”. Non usa mezzi termini il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri che ha invitato giornalisti, lettori e giudici a leggere bene un’ordinanza che a fronte di tre richieste cautelari in carcere e tre ai domiciliari, ha ottenuto dal gip solo due arresti domiciliari nell’ambito dello scandalo Asp che questa mattina ha portato la Guardia di finanza ad eseguire nella Provincia di Catanzaro e Crotone il provvedimento vergato dal giudice per le indagini preliminari Barbara Saccà a carico di dipendenti pubblici e funzionari dell’Azienda sanitaria del capoluogo calabrese. In particolare sono finiti ai domiciliari Giuseppe Romano e Ieso Rocca, sette le misure interdittive  (con sospensione immediata dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio per la durata di un anno) disposte nei confronti di Francesco Francavilla, Rocca Maurizio, Silvia Lanatà, Giuseppe Fazio, Dario Marino, Francesco Grillone e Giuseppe Pugliese, nell’ambito di un’inchiesta che ha portato al sequestro preventivo di oltre 300mila euro. Le accuse vanno  a vario titolo dal peculato aggravato al favoreggiamento personale. 

La nuova gestione targata Gratteri. “ Ci sono varie gradazioni di furto, e in questo caso – ha incalzato Gratteri- non ci troviamo di fronte a persone che hanno rubato mele, ma ad indagati che si sono appropriati di soldi in modo scientifico, fondi europei che erano destinati ad anziani, a migliorare la qualità di vita di coloro che non potevano permettersi di curarsi, danaro distratto per portare in Spagna tutta la famiglia”. Nella nuova gestione Gratteri nata il 16 maggio 2016 molte le trasformazioni avvenute in Procura. “ Abbiamo ancora lo stesso numero di magistrati che lavora strenuamente, ma si è alzato il livello della polizia giudiziaria. Indagini come queste si fanno solo con uomini incorruttibili, persone selezionate ad uno ad uno”. Nessuna polemica con i giudici che emettono un’ordinanza. “ Non vogliamo certo- ha aggiunto il procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri- che i gip si appiattiscano alle nostre richieste, la dialettica del contraddittorio è fisiologica, ma in base agli interrogatori valuteremo se è il caso di fare appello. Si tratta di un’inchiesta che ha consentito attraverso intercettazioni e prove documentali di stabilire l’esistenza di una sottrazione spudorata di fondi pubblici alla collettività, attraverso un meccanismo di rendicontazione di spese fasulle”.

Il sistema truffaldino. Un meccanismo truffaldino spiegato nel corso della conferenza stampa dal comandante del nucleo di Polizia tributaria Carmine Virno, dal tenente colonnello William Vinci e dal comandante regionale Calabria Gianluigi Miglioli. L’inchiesta ha consentito di accertare l’indebita appropriazione e distrazione di fondi della comunità europea, concessi alla locale Asp per la partecipazione al progetto “StopandGo”, che ha coinvolto diversi partner europei. L’obiettivo del progetto, cofinanziato dalla Commissione europea nel 2013 per oltre 760mila euro, è quello di definire un modello europeo per migliorare il sistema di forniture pubbliche di beni e servizi socio- sanitari a beneficio della popolazione anziana, anche con l’approvvigionamento di servizi potenziati, per garantire sistemi domiciliari più tecnologici. Investigatori e inquirenti hanno accertato lo sperpero di fondi da parte degli indagati una volta ottenuta l’anticipazione finanziaria dall’Ue per un ammontare di oltre 300mila euro. Nel corso del biennio 2014-2016 i soldi sottratti risultano essere oltre 166mila euro. Giuseppe Romano di 54 anni, destinatario dell’ordinanza di misura cautelare ai domiciliari, responsabile unico e referente del progetto per l’Asp di Catanzaro, ha reiteratamente richiesto e ottenuto per se e per altri indagati, secondo gli inquirenti, la liquidazione di ingenti indennità “fuori busta paga” con denaro proveniente dai fondi europei, predisponendo la relativa documentazione con il concorso di Ieso Rocca, 49enne, colpito anche lui dall’ordinanza di misura cautelare ai domiciliari.

La trasferta in Spagna. Dalle carte risulta come lo stesso dirigente si è appropriato di ulteriori 13mila euro a titolo di rimborso spese per svariate trasferte, sia in Italia che all’estero, predisponendo spese giustificative false o alterate. E’ il caso del viaggio in Spagna dello stesso dirigente responsabile con al seguito il proprio nucleo familiare, addebitando i relativi costi a carico del finanziamento ottenuto. Romano, inoltre, con il concorso di Francesco Francavilla, 60 anni, interdetto dai pubblici uffci, ha distratto, secondo le accuse, 122mila euro per la stipula di un protocollo operativo nei confronti di un altro partner nazionale del progetto “Stop Pand Go” già destinatario di specifici finanziamenti. Comportamenti illeciti perfezionati grazie anche al favoreggiamento di Giuseppe Pugliese, 49enne, dirigente amministrativo dell’Asp, colpito da un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici, il quale da un lato si è speso affinchè la dirigenza aziendale uffici, non denunciasse la vicenda all’autorita’ giudiziaria, dall’altro, ha fornito indicazioni ai responsabili sulle modalita’ di predisposizione della documentazione giustificativa idonea a eludere i controlli.

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