Imprese, Censis-Confcooperative: le donne guidano la ripresa

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Il dato emerge da uno studio Censis-Confcooperative, “Donne al lavoro, la scelta di fare impresa”. Le regioni a più alto tasso di crescita sono Lazio e Calabria (+3,1%)

Le donne al lavoro, nel settore imprenditoriale, riescono a fare la differenza. Sono, infatti, le imprese rosa a guidare l’uscita dalla crisi,  indicando al Paese la strada per la ripresa. Tra il 2014 e il 2016 le imprese femminili sono aumentate dell’1,5%, il triplo rispetto alla crescita del sistema imprenditoriale che non è andato oltre lo 0,5%.

Il dato emerge da uno studio Censis-Confcooperative, “Donne al lavoro, la scelta di fare impresa”, secondo il quale in particolare nell’area dell’energia e delle costruzioni, considerati settori tipicamente maschili, la crescita è stata del 2,6% (contro un calo del 2,1% del settore). Su un totale di 6 milioni e 74mila imprese registrate, il 21,8% (1,32 milioni) è guidato da donne; le imprenditrici risultano 51mila contro i 184mila imprenditori. Le imprese femminili nascono soprattutto nelle regioni centrali (+2,0%), al Sud (+1,8%), contro il +1% circa di Nord Ovest e Nord Est. Le regioni a più alto tasso di crescita sono Lazio e Calabria (+3,1%), mentre Piemonte, Val d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Marche segnano una dinamica negativa.

Al Sud. In termini di stock, la quota più elevata di imprese femminili è attribuibile al Mezzogiorno, dove hanno sede 476 mila aziende, pari al 23,7% del totale. Se si prendono in considerazione le 14 città metropolitane, al primo posto per tasso di femminilizzazione nel 2016 si colloca Reggio Calabria con il 24,2%, seguita da Catania con il 23,6% e da Palermo con il 23,4%. Roma e Milano sono sotto il valore nazionale, ma presentano gli stock più elevati: Roma è prossima alle 100mila unità, mentre Milano supera le 60mila imprese. In totale circa 464mila imprese femminili si concentrano nelle aree metropolitane, poco più di 1/3 dei numeri nazionali.

I settori. Rilevante è il numero di imprese femminili guidate da straniere, in particolare nel tessile abbigliamento con il 27,2% sul totale delle aziende rosa del settore. Le imprese cooperative femminili crescono del 4,1% in due anni (superando la soglia delle 30mila unità), arrivando al 21,1% sul totale delle cooperative. Delle 39.500 cooperative aderenti all’Alleanza 1 su 3 è a guida femminile.

Il talento. “Le donne – dice Maurizio Gardini presidente di Confcooperative, secondo quanto riporta un’Agi– hanno avuto il talento di trasformare fattori di svantaggio, tra pregiudizi e retaggi culturali, in elementi di competitività, riuscendo ad anticipare i fattori di novità del mercato, tanto che la ripresa è trainata dalle imprese femminili che crescono dell’1,5% rispetto a una media dello 0,5%. Nelle cooperative, fanno meglio. Perché 1 su 3 è a guida femminile, è donna il 58% degli occupati e la governance rosa si attesta al 26%. Le donne hanno trovato nelle cooperative le imprese che più si prestano a essere ascensore sociale ed economico perché sono le imprese che coniugano meglio di altre vita e lavoro. La conciliazione resta il prerequisito per accrescere la presenza delle donne nelle imprese e nel mondo del lavoro”.

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