Inchiesta antidroga a Vibo, nullo il rinvio a giudizio per 9 imputati. Accuse “farraginose”

Tribunale Vibo
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Il procedimento penale è scaturito da un’inchiesta condotta nel 2007. Il Tribunale monocratico ha accolto l’eccezione presentata dall’avvocato Crudo

Accuse da riformulare con un nuovo e più completo capo di imputazione. Questa la decisione del Tribunale monocratico di Vibo Valentia presieduto dal giudice Graziamaria Monaco nell’ambito del procedimento penale scaturito da un’inchiesta antidroga condotta nel 2007 a carico di nove imputati sui trentuno originari accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Accogliendo l’eccezione dell’avvocato Toni Crudo, il Tribunale ha infatti dichiarato la nullità del capo di imputazione disponendo la restituzione degli atti al pubblico ministero.

In pratica il giudice ha evidenziato che “dalla lettura dell’editto imputativo si evince che le contestazioni sono articolate in modo farraginoso e generico, contenendo interi passaggi di intercettazioni ed ulteriori dati che non dovrebbero essere indicati nel capo di imputazione ma oggetto specifico di prova”. Gli atti, pertanto, sono stati trasmessi alla Procura che dovrà redigere un capo di imputazione completo e con accuse circostanziate. Nel processo sono imputati: Giuseppe Covato 49 anni di Triparni, Antonio Macrì 44 anni di Soriano, Benito Antonio Sacchinelli 29 anni di Vibo, Daniele Comito 30 anni di Vibo, Giuseppe Comito 30 anni di Vibo, Salvatore Serrao 39 anni di Morbengo, Piero Sabatino 35 anni di Gerocarne, Saverio Franco 45 anni di Vibo, Antonio Giglio 41 anni di Catanzaro.

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