Banda dedita allo spaccio di droga, acciuffato un altro indagato sfuggito all’arresto

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Nella tarda serata di ieri gli agenti  hanno messo le manette ai polsi di “Spillo”, 38 enne coinvolto nell’operazione “Black Island”

I poliziotti della mobile crotonese non lo avevano trovato in casa durante il blitz eseguito nella notte tra il 19 ed il 20 aprile, nell’ambito dell’operazione denominata “Black Island”, che ha portato all’arresto di tutti i presunti componenti di un gruppo criminale specializzato nello spaccio di eroina a Crotone, a Catanzaro e ad Isola Capo Rizzuti. Nella tarda serata di ieri, però, gli agenti hanno rintracciato e fatto scattare le manette ai polsi di Domenico Detto, chiamato “Spillo”, 38enne su cui pendeva l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del capoluogo. L’uomo è accusato, in concorso con gli altri indagati, di detenzione e commercializzazione di rilevanti quantità di stupefacente, eroina e metadone; reato che sarebbe stato consumato a cavallo tra il novembre del 2015 e l’aprile del 2016.




Le indagini. Nel corso delle investigazioni, Dolce era stato attenzionato dagli inquirenti per la sua vicinanza ad uno dei principali indagati, l’albanese Betim Xeka, per conto del quale avrebbe curato le consegne di stupefacente ai clienti crotonesi. Un rapporto immortalato dalle intercettazioni che dimostrerebbero come le relazioni tra i due non sarebbero state occasionali, durando da più tempo, tanto che lo stesso 38enne, per delle forniture di droga, avrebbe contratto un debito consistente con l’albanese. E proprio il mancato pagamento avrebbe scatenato l’ira di quest’ultimo che, nel pomeriggio del 21 novembre del 2015, dopo lunghe discussioni telefoniche, avrebbe dato fuoco alla Fiat Punto utilizzata da Dolce e parcheggiata sotto la sua abitazione. Non avendolo trovato durante il blitz di ieri, la squadra mobile aveva subito avviato le indagini per rintracciarlo: indagini che hanno potuto contare sull’aiuto dei colleghi del commissariato di polizia di Rho, poiché dalle prime informazioni era emerso che Dolce si era temporaneamente trasferito da un parente residente proprio in Lombardia, a Lainate. Gli agenti sono poi venuti a sapere che il 38enne stava rientrando proprio a Crotone e così hanno avviato un servizio di osservazione e una volta identificato l’hanno bloccato: dopo l’arresto anch’egli è stato trasferito nella Casa Circondariale della città pitagorica.

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