‘Ndrangheta e cocaina in Toscana, le cosche destinavano al boss il 5% della droga

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E’ quanto emerge dalle indagini dei carabinieri di Livorno e della Guardia di finanza di Pisa




Oltre ai 20mila euro mensili con cui si assicuravano i suoi servizi, i committenti delle cosche calabresi compensavano Riccardo Del Vivo cedendogli anche il 5% di cocaina della Colombia (al 90% di purezza) che con la sua organizzazione di portuali ingaggiati nello scalo riusciva a far uscire dal porto di Livorno. E’ quanto emerge dalle indagini dei carabinieri di Livorno e della Guardia di finanza di Pisa. Del Vivo, pregiudicato livornese con 18 condanne in passato – anche una per un omicidio nel 1984, pena 24 anni -, si era accreditato presso i clan della ‘ndrangheta come unico referente per le operazioni illegali da svolgere al porto potendo contare su soggetti da lui corrotti, i cosiddetti ‘pesci’. La droga arrivava nell’ambito delle operazioni mercantili; il problema dei trafficanti era portarla via senza farsi notare e c’era bisogno del supporto di personale compiacente nello scalo. Dei 10 arrestati nell’operazione ‘Akuarius 2’, ora sette sono in carcere e tre ai domiciliari.

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