Regione, l’affondo di Nicolò: “Manca una visione di sviluppo”

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“Dinanzi alla pagella poco edificante assegnata al presidente della Giunta da espressioni autorevoli del mondo produttivo, economico e sindacale, serve oltre all’autocritica, avviare una seria riflessione che partendo dalle criticità, giunga a formulare un piano serio e credibile per recuperare i ritardi e rilanciare lo sviluppo soprattutto nei settori trainanti del turismo e dell’agricoltura”. A dichiararlo è il presidente del gruppo di Forza Italia a Palazzo Campanella Alessandro Nicolò che sottolinea: “La principale contestazione mossa al Governatore calabrese è infatti la mancanza di una visione di sviluppo complessiva: senza di essa la Calabria rischia di rimanere al palo fagocitata dalle carenze e dalle tante strutturali vulnerabilità. Se questo è il giudizio che l’attuale Governo regionale è riuscito a guadagnarsi, occorrerà invertire con risolutezza la rotta rinunciando a ‘fare melina’ su due profili di sviluppo strategici per la nostra regione”.

Il turismo. Secondo il capogruppo di FI: “Il comparto turistico – lungi dal rimanere ostaggio dell’improvvisazione – andrebbe analizzato in profondità, mediante ricerche di mercato, analisi, elaborazioni e simulazioni. Solo un piano strategico e programmatico che consenta di confezionare prodotti e pacchetti turistici complessivi in un’ottica di fidelizzazione del turista, potrà accrescere la competitività della Calabria e di riflesso il suo Prodotto interno lordo. Servirà dunque una strategia unitaria e un’offerta moderna che colga le ultime tendenze di una domanda differenziata di turismo. Dal turismo religioso – attraverso la valorizzazione dei siti e degli edifici di culto – alla rete dei piccoli borghi. Dall’offerta turistica terapeutica che sfrutti le grandi opportunità del clima e dell’ambiente al sistema termale. Dalla riscoperta dei circuiti dell’enogastronomia al turismo esperienziale e responsabile capaci di rispondere con servizi di qualità alle richieste sempre più sofisticate dei visitatori. Tutto questo – rilancia Alessandro Nicolò – puntando su un impiego razionale e coordinato dei fondi in un contesto di risorse limitate e soprattutto grazie ad investimenti finalizzati alle infrastrutture, ai trasporti, al sistema della ricettività e dei servizi e alla formazione delle risorse umane. Come trascurare poi i dati sulla balneabilità delle acque, le cui evidenti criticità sono state, negli anni, oggetto di nostre plurime segnalazioni e che vanno attenzionate avvicinandosi ormai la stagione estiva”.

L’agricoltura. “Altro asset rilevante per la Calabria – prosegue Alessandro Nicolò – è l’agricoltura su cui pesa una politica di disimpegno: vedi la perdita di ingenti risorse finanziarie dell’Unione Europea; i bandi e le perduranti difficoltà di accesso al credito – le politiche in tal senso sono all’anno zero – con cui devono quotidianamente fare i conti gli operatori del settore. E’ questa l’azione di sostegno immaginata per un comparto dalle innumerevoli implicazioni di sviluppo? Così si incoraggiano gli imprenditori?”.

Tax – free. “Rispetto ad una serie di questioni economiche e pur dinanzi a produzioni eccellenti della nostra regione, l’Europa strizza l’occhio ad altri Paesi, complice il Governo nazionale. Come dimenticare il via libera al colossale import di olio tunisino tax- free a danno dei nostri olivicoltori sebbene la Calabria, con oltre 137 mila aziende, risulti seconda produttrice di olio dopo la Puglia. Analogo commento può farsi per la scelta di Bruxelles di aprire l’importazione di agrumi ad alcuni Paesi africani: un altro colpo basso inferto dall’Unione Europea sempre con l’acquiescenza del Governo nazionale e con l’indifferenza del Governo regionale. Un lungo rosario di mancanze e di errori che pesano enormemente su un tessuto economico rispetto al quale agricoltura e turismo dovrebbero essere le chiavi di volta per il rilancio del nostro sistema economico. In merito a questi argomenti – conclude il Presidente del Gruppo di Forza Italia – serve al più presto un confronto in seno alla massima Assise regionale”.

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