‘Ndrangheta, “Romanzo Criminale”: Longo ucciso per aver svelato “covo” Scrugli?

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Le rivelazioni in aula di Giuseppe Patania potrebbero segnare la svolta su uno degli omicidi della faida ancora irrisolti, l’agguato costato la vita a Mario Longo nell’aprile 2012

Retroscena agghiaccianti delineano una guerra di mafia che ha insanguinato per lunghi mesi il Vibonese. Dalle falde del Mesima, alla spiaggia di Vibo Marina, passando per la città capoluogo e le sue frazioni. Omicidi, tentati omicidi, agguati falliti o portati a compimento.

L’interrogativo. Tra gli episodi non ancora chiari, c’è l’agguato a Mario Longo, il 50enne ucciso a Triparni, frazione di Vibo Valentia. Un delitto rimasto per anni avvolto dal mistero e tornato in primo piano questa mattina nel corso dell’udienza del processo “Romanzo Criminale”.

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Le rivelazioni. A tirare in ballo la vittima di quella pioggia di fuoco è stato questa mattina Giuseppe Patania, uno degli imputati, già condannato in primo grado all’ergastolo nel processo “Gringia”, mirato a far luce sulla guerra di mafia scatenata a cavallo tra il settembre 2011 e l’estate 2012. “Mi ha detto Mario Longo – ha sostenuto il figlio del defunto boss Fortunato Patania – che a Vibo Marina alloggiava Francesco Scrugli”. Insomma, Longo avrebbe messo i Patania sulle tracce di Scrugli, il principale obiettivo della famiglia di Stefanaconi, assassinato il 21 marzo 2012 in una palazzina del quartiere “Pennello” di Vibo Marina.

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L’agguato. Un dettaglio forse decisivo per arrivare all’unico omicidio ancora senza una chiave di lettura. Quella sera dell’1 aprile i sicari si sono avvicinati a Longo e lo hanno colpito al viso, al collo e alla schiena. I proiettili, sparati con una pistola 357 Magnum, hanno raggiunto Mario Longo da distanza ravvicinata uccidendolo sul colpo.

 

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