Nicotera, ecco le motivazioni alla base dello scioglimento del consiglio comunale

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Trentanove pagine e tanti omissis. E’ il dossier che ha portato il prefetto Carmelo Casabona ha chiedere lo scioglimento del consiglio comunale di Nicotera

Trentanove pagine e tanti omissis. E’ il dossier che ha portato il prefetto Carmelo Casabona ha chiedere lo scioglimento del consiglio comunale di Nicotera per infiltrazioni mafiose. Un dossier che non risparmia sostenitori, ditte, dipendenti e professionisti dell’amministrazione guidata da Franco Pagano fino alla dimissioni avvenute lo scorso 5 ottobre. La relazione del ministro dell’Interno è esplicita nell’affermare che “il Comune presenta forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata che compromettono la libera determinazione e l’imparzialità dell’amministrazione, nonché il funzionamento dei servizi con grave pregiudizio per lo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

Condizionamenti. Collegamenti diretti e indiretti degli amministratori locali con la criminalità organizzata, nonché forme di condizionamento degli stessi, la vicenda dell’elicottero, irregolarità amministrative. Fatti e circostanze che hanno portato il prefetto Carmelo Casabona a chiedere lo scioglimento del consiglio comunale di Nicotera per infiltrazioni mafiose. Un dossier lungo 39 pagine nel quale sono chiamati in causa sostenitori, ditte, dipendenti e professionisti che hanno operato per conto dell’ente dall’insediamento dell’amministrazione (il 30 ottobre 2012), alle dimissioni del sindaco Franco Pagano (5 ottobre scorso). La commissione d’accesso, nominata il 28 gennaio 2016, ha accertato “la sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti e indiretti degli amministratori locali con la criminalità organizzata, nonché forme di condizionamento degli stessi”.

Legami sospetti. Nel mirino anche le frequentazioni tra amministratori e soggetti vicini ad ambienti criminali, “nonché i forti legami tra amministratori e dipendenti dell’ente con persone controindicate” che avrebbero operato a vantaggio dei sodalizi criminali. Quanto all’ex sindaco Franco Pagano, il Viminale nella relazione sottolinea: “Ha prestato la sua opera legale a favore di soggetto legato da vincolo parentale al capo indiscusso della consorteria territorialmente egemone”. Tra le trentanove pagine si parla anche dell’attentato perpetrato a danno del sindaco il 26 giugno del 2013. Un attentato che la Prefettura non esita a definire dalle “modalità mafiose”.

Dagli appalti all’elicottero. La relazione si sofferma sulle nomine, gli appalti, su irregolarità di vario tipo e sui trascorsi giudiziari di diversi membri della maggioranza riportandone in maniera dettagliata tutte le disavventure e i corposi curricoli. E tra i vari episodi citati nel dossier figurano anche il furto di strumenti musicali nell’Elefante rosso, l’immobile confiscato alla ‘ndrangheta e l’atterraggio dell’elicottero nel centro storico di Nicotera.

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