Operazione Buena Ventura, asse ‘ndrangheta-narcos: la base nella Locride (INTERCETTAZIONI)

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Numerose le intercettazioni telefoniche acquisite dagli investigatori. Gli indagati, riferendosi alle trattative utilizzavano l’espressione in lingua spagnola “Buena Ventura”

Era nella Locride la base operativa del gruppo che gestiva un vasto traffico di stupefacenti fra il Sudamerica e la Calabria colpito stamane dalla Polizia con l’operazione “Buena Ventura”, che ha portato all’arresto di 18 persone (4 delle quali sottoposte ai domiciliari) mentre di un diciannovesimo elemento, un “narcos” sudamericano, si occupano le autorità colombiane. L’accusa è, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonchè di vendita, detenzione, trasporto e cessione illecita di sostanze stupefacenti del tipo cocaina.

Operazione Buena Ventura, sgominato traffico di droga tra Calabria e Colombia: 18 arresti (NOMI)

Narcos “consorziati”. Secondo quanto scaturito dalle indagini, il sodalizio criminale era strutturato gerarchicamente e articolato in consorterie di narcotrafficanti, “consorziate” tra loro ed operanti sia sul territorio nazionale, con base nell’area della Locride e in particolare nei comuni di Bova Marina, Bianco, Africo, Platì, e proiezioni operative in altre regioni d’Italia, fra cui Abruzzo (Pescara e provincia), Campania (Napoli e provincia), Emilia Romagna (Bologna e provincia) e Lombardia (Milano e provincia), oltre che in alcuni Stati esteri fra cui Spagna, Colombia, Perù e Repubblica Dominicana.

Operazione Buena Ventura: oltre 35 chili di cocaina nascosti tra pesci e frutta (LEGGI QUI)

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Rocco Morabito
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Giovanni Palamara

Gli indagati. I promotori, organizzatori e finanziatori del sodalizio criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti sono stati individuati, in Calabria, in Giovanni Palamara, 57 anni, e Rocco Morabito, 67 anni, ritenuti contigui alla cosca Morabito-Bruzzaniti-Palamara, operante nel mandamento Jonico della provincia di Reggio Calabria. Le indagini, avviate inizialmente nei confronti dei calabresi ed estese successivamente in altre regioni d’Italia (Abruzzo, Campania ed Emilia Romagna), avrebbero anche consentito di individuare il ruolo ricoperto da altri personaggi in seno all’associazione criminale tra cui il bolognese Michele Galantino e il napoletano Renato Sanso’, quali organizzatori, promotori e finanziatori; il calabrese Rocco Modaffari di 57 anni, che sarebbe l’intermediario in Italia del sodalizio, e il colombianoCarlos Eulogio Esquivel Lozada, mediatore dei fornitori sudamericani con riferimento all’importazione, dal Sud America, di ingenti quantitativi di cocaina, destinata ai narcotrafficanti della provincia di Reggio Calabria e quindi alla distribuzione in diverse regioni della Penisola. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria avrebbero dimostrato la capillarita’ e la diffusione delle attivita’ illecite poste in essere dall’organizzazione e i suoi connotati spiccatamente transnazionali, tipici del traffico internazionale di sostanze stupefacenti gestito dalla ‘ndrangheta calabrese.

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Le intercettazioni. Numerose le intercettazioni telefoniche acquiste dagli investigatori, in cui gli indagati, riferendosi alle trattative inerenti al traffico illecito di cocaina, erano soliti utilizzare l’espressione in lingua spagnola, utilizzata anche in Sud America, “Buena Ventura”, da cui prende il nome l’operazione. Numerose anche le interrcettazioni telematiche ed ambientali, i servizi di sorveglianza finalizzati a trovare riscontri al contenuto dei dialoghi intercettati, nonche’ i sequestri e gli arresti i’ effettuiati in flagranza di reato, nei confronti di alcuni appartenenti alla consorteria. Una scrupolosa attivita’ investigativa che ha permesso di accertare che i narcotrafficanti calabresi avevano trattato con i narcos colombiani l’acquisito di 35 kg di cocaina, per cui avevano anticipato il pagamento di circa 80.000 euro.

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