Infermieri demansionati, un fenomeno diffuso nelle strutture pubbliche e private

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Il fenomeno del demansionamento per la categoria è molto diffuso, e avviene quasi sempre per sopperire alla mancanza di personale di supporto

“Era il 1984. Mentre preparavo una soluzione endovenosa particolare, lavoravo al centro Aids, mi fu chiesto di preparare del tè. Mi dissero, ‘è compito tuo’. Mi rifiutai. Fui sospeso dal lavoro per sette mesi senza stipendio, avevo tre bambini piccoli”. Questa è la testimonianza portata ieri da Mauro Di Fresco, infermiere e avvocato, presidente nazionale dell’Associazione avvocatura diritto infermieristico, a Lamezia Terme, in una giornata di studio molto partecipata tra gli operatori sanitari di tutta la provincia dal titolo “Lo sfruttamento demansionale dell’infermiere”, voluta dall’Ipasvi di Catanzaro.

Perché il fenomeno del demansionamento per la categoria è molto diffuso, e avviene quasi sempre per sopperire alla mancanza di personale di supporto ed infermieristico sia nelle strutture pubbliche che nel privato. “Si traduce in danni professionali e psicologici per il lavoratore e può ripercuotersi, quotidianamente, sulla salute e, non volendo, anche sulla sicurezza dei pazienti stessi, perché l’infermiere, impegnato in diverse attività, viene distratto dalle sue finalità professionali – spiega Di Fresco – l’amministrazione quasi sempre fa finta di non vedere, ma lo strumento per difendersi c’è ed è quello sia della tutela legale che della riorganizzazione e della reingegnerizzazione dei servizi”.

infermiere-2-1“Stiamo patrocinando una causa a Bari – ha detto ancora Di Fresco – che se si vincerà rivoluzionerà la professione. Nel frattempo la giurisprudenza si arricchisce di continue nuove sentenze. Oggi un infermiere laureato svolge le stesse mansioni del 1940, quando esisteva ancora la figura dell’infermiere generico” che è una figura che non esiste in più, in quanto le sue mansioni sono state trasferite all’operatore sanitario (Oss).

“Quella dell’infermiere, già dal 1974 – ha detto la presidente di Ipasvi Catanzaro Concetta Genovese – è una precisa figura professionale, che prevede gestione, pianificazione e responsabilità, e si avvale dell’opera del personale di supporto. E’ bene dunque conoscere la legislazione nei suoi aspetti penali e civili per potersi difendere dal demansionamento, fenomeno diffuso che non permette la crescita professionale e la valorizzazione della professione”.

Durante la giornata di formazione sono state passate in rassegna tutte le leggi che regolamentano la professione, e le tante sentenze che hanno fatto giurisprudenza, “le funzioni degli operatori sanitari – ha detto ancora il presidente nazionale dell’Aadi – sono state ben stabilite anche dall’accordo di Conferenza Stato Regioni del 2001.

La tutela antidemansionamento prevede il danno biologico e psichico, morale, professionale così come esistenziale e patrimoniale. E approfondendo il fenomeno si apprende, per esempio, che quando l’ospedale non garantisce la pianta organica e obbliga, di fatto, l’infermiere a sopperire alle carenze sia di personale che strutturali, o organizzative, commette un inadempimento contrattuale ex articolo 1218 del Codice civile, esaustivamente risarcibile.

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