Scontro fra clan di Delianuova ed omicidio Frisina: ergastolo ad Angelo Macrì

La Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria ha confermato la condanna all’ergastolo nei confronti di Angelo Macrì, 41 anni, di Delianuova (in foto), emessa in primo grado il 123 gennaio 2015. Anche i giudici d’appello hanno ritenuto l’imputato colpevole dell’omicidio di Rocco Frisina, avvenuto tra l’indifferenza...



La Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria ha confermato la condanna all’ergastolo nei confronti di Angelo Macrì, 41 anni, di Delianuova (in foto), emessa in primo grado il 123 gennaio 2015. Anche i giudici d’appello hanno ritenuto l’imputato colpevole dell’omicidio di Rocco Frisina, avvenuto tra l’indifferenza della folla il 3 gennaio 2008 a Delianuova. Il commando sarebbe stato composto, oltre che da Angelo Macrì, anche da un esponente della famiglia Italiano, sempre di Delianuova, nel frattempo deceduto.  Per la conferma della sentenza di primo grado aveva concluso il sostituto procuratore generale di Reggio Calabria, Alberto Cianfarini.

Angelo Macrì-

Le indagini erano state condotte dai carabinieri della Compagnia di Palmi e coordinate per la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria dall’allora procuratore aggiunto, Michele Prestipino e dai pm Giovanni Musarò e Mauro Tenaglia. I killer erano entrati in azione tra le 17:00 e le 18:00 in una via centralissima del centro aspromontano alla presenza di numerose persone (parenti, amici, semplici conoscenti e curiosi), nessuna delle quali, però, avrebbe fornito un apporto significativo all’indagine, anzi tutti hanno poi negato di aver assistito alla sparatoria, sostenendo addirittura di essere giunti sul posto solo successivamente. Rocco Frisina, gravemente ferito, era stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Polistena e poi ai “Riuniti” di Reggio Calabria dove è deceduto il 5 gennaio 2008 a causa delle ferite da arma da fuoco riportate.

egge uguale per tutti

Le investigazioni, svolte dai carabinieri di Palmi, hanno consentito di ricostruire con assoluta chiarezza il contesto nel quale l’omicidio è maturato, la dinamica e la causale dello stesso e di identificarne alla fine i responsabili. A tale risultato si era giunti costruendo con pazienza un mosaico probatorio che ha consentito di accertare l’inquadramento dell’omicidio di Rocco Frisina nel contesto mafioso di Delianuova, centro dove storicamente opera il clan degli Italiano (all’epoca capeggiato da Giuseppantonio Italiano, storico “patriarca” della ‘ndrangheta operante nella fascia tirrenica della provincia reggina, deceduto per cause naturali nel gennaio 2010) e quella dei Macrì, soprannominati “I Pacci” per via della follia e della violenza che ne contraddistinguono le azioni. Rocco Frisina (vittima dell’omicidio), secondo la ricostruzione degli inquirenti sarebbe stato un uomo di fiducia degli Italiano.

I dissapori alla base dell’omicidio. Fra gli Italiano ed i Macrì sarebbero sorti dei dissapori per 20mila euro che questi ultimi pretendevano dagli Italiano, a titolo estorsivo, per dei lavori realizzati a Delianuova. I Macrì avrebbero preteso dagli Italiano una quota delle tangenti che questi avevano percepivano da una ditta che eseguiva dei lavori sul territorio di Delianuova. Frisina sarebbe intervenuto in difesa degli Italiano litigando in malo modo con i Macrì. Successivamente all’omicidio, gli Italiano avrebbero consegnato ai Macrì la somma di 20mila euro. (g.b.)

Ultima modifica: 19 aprile 2018

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