#STORIE | Festival della canzone italiana, Vibo come Sanremo (PARTE II)

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Cala il sipario sulla quinta edizione del Festival. Sono gli anni cinquanta e Vibo entra nei grandi circuiti musicali. Ma la Rai guarda in direzione Sanremo…

di MICHELE LA ROCCA

Le prime cinque edizioni hanno lanciato il Festival di Vibo Valentia tra le grandi manifestazioni canore d’Italia. Testate giornalistiche e case discografiche iniziano a presenziare alle giornate musicali vibonesi. Forse è giunto il momento di raccogliere i frutti di tanto sforzo organizzativo, c’è anche un grande teatro, il più grande per quei tempi tra Napoli e Palermo, il nuovissimo Valentini, c’è tanto entusiasmo, ma la Rai ha già puntato tutto su Sanremo tanto che ormai il direttore artistico della tv di Stato coincide con il direttore artistico del festival della città dei fiori.

jula de palma 19581958 – Conduce Tortora, stravince Jula De Palma. Il sesto Festival della canzone di Vibo Valentia si tiene nei giorni 8, 9 e 10 agosto 1958. Viene condotto da Enzo Tortora per il secondo anno consecutivo, affiancato da un’altra “signorina buonasera” Rai, Adriana Serra, già miss Italia nel 1941 e attrice in film cult di Totò quali Fifa e Arena e Tototarzan. Una coppia ben assortita ed affiatata che, vista l’ottima conduzione vibonese, sarà chiamata a presentare l’anno dopo il Festival di Sanremo. L’orchestra è quella del maestro Pippo Barzizza, già protagonista a Sanremo, che succede al suo amico-rivale Cinico Angelini. Le strade dei due festival si incrociano spesso anche nei protagonisti. Sul palcoscenico salgono per interpretare le 24 canzoni selezionate, Jula De Palma, Martina Colomber, Arturo Testa e Fausto Cigliano, quasi tutti protagonisti indiscussi negli anni a venire nella kermesse ligure. Ritorna la giuria tecnica, composta da Nicola Faccioli, Antonino Murmura, Michele Basile, Italo Maglio, Salvatore Massara, Lello La Rocca, Tommaso Tanas, Domenico Galletta, Fausto Preta e Lenin Mirarchi.

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La serata finale viene trasmessa in diretta radiofonica dalla Rai. La location è il teatro Valentini, inaugurato nel 1957 proprio dal Festival: è una novità importante perché Sanremo si svolge ancora nei saloni del Casinò. Sanremo avrà il suo Ariston solo nel 1963, dove ospiterà il festival solo dal 1977! A fare l’en plein del podio è la bella e brava Jula de Palma che si aggiudica i primi tre posti con le canzoni “Sotto il verde dei tigli”, “La febbre del fiume” e “Novembre”. La 26enne cantante milanese conosce cinque lingue, legge Sartre e Camus, ha il gusto del jazz e lo spettacolo nel sangue. Subito dopo Vibo sarà a Sanremo, dove rivoluzionerà il mondo della canzone con la interpretazione di “Tua”, ritenuta troppo osè, gioca troppo con il microfono in maniera sensuale, per l’Italia un po’ bigotta del tempo e censurata da mamma Rai. Non è una edizione di qualità elevata, la sesta del Festival di Vibo Valentia, ma paradossalmente sarà la rampa di lancio per le successive straordinarie quattro edizioni.

alighiero-noschese-950x5141959 – Vince Tina Allori, Vibo si infiamma. Il Festival di Vibo Valentia è ormai un passaggio importante per autori e cantanti di tutto lo Stivale. Tra gli autori spiccano i nomi di Umberto Bindi, Fausto Cigliano, Arturo Testa, questi ultimi due partecipanti anche quali cantanti assieme a Tina Allori, Tony Del Monaco, Wilma De Angelis e Tony Galante. Saltano il Festival, pur essendo parte del cast, per motivi di salute, Johnny Dorelli e Marisa Del Frate. Anche la giuria diventa sempre più “tecnica”, ne fanno parte Silvio Gigli, famoso conduttore radiofonico di “Botta e Risposta” nonché co-conduttore del festival vibonese, l’attrice Alba Arnova, attrice e ballerina, e il musicista Sandro Brugnolini, autore Rai. Gli altri componenti sono il giornalista Francobaldo Chiocci de “Il Tempo”, completano la giuria Sergio Viamonte, Franco Inzillo e Tony Murmura. La presenza più intrigante mediaticamente è quella della Arnova che fece scandalo nel 1956, durante il varietà La Piazzetta andò in scena con una calzamaglia rosa, ma nello schermo in bianco e nero diede l’impressione di essere a gambe nude! Per questo fu allontanata dalla Rai, su pressione del Vaticano.

A presentare il Festival torna Emma Danieli, affiancata da Silvio Gigli e dalla fascinosa Alessandra Panaro. Consolidata la formula delle tre giornate, si parte il 31 luglio e il 1° agosto con le eliminatorie, si chiude il 2 agosto con la finalissima. L’orchestra è diretta dal maestro Gianni Ferrio. Lo spettacolo, per il secondo anno, va in scena nel Teatro Valentini. Sono 24 le canzoni selezionate ed ammesse, scelte tra oltre sessanta testi presentati. La serata finale, in un Valentini gremitissimo, viene condotta da Alessandra Panaro e Silvio Gigli, che proprio a Vibo festeggia il suo cinquantesimo compleanno. Il Festival vibonese ancora una volta va in diretta radiofonica Rai. Vince Tina Allori interpretando il brano “Il ciel sei tu” di Antonio De Marco, seconda si piazza Fausto Cigliano con la sua “Baciatemi, scritta a due mani con Artuto Testa. Terzo posto per l’emergente Tony Del Monaco con il brano “Al ciel manca un angelo”.

festival vibo1960 – Dal no a Totò al bis di Jula De Palma. L’ottava edizione del Festival di Vibo Valentia è forse la più bella di tutte. “C’è tutto un risveglio in questa Calabria, – scriverà sul Corriere della Sera l’inviato Enzo Grazzini – e Vibo si è collocata in testa”, con il suo festival dei grandi nomi al cui richiamo rispondono “i nomi più famosi, come autori e come cantanti”. Eccezionale il cast artistico, eccezionale il novero degli autori che concorrono alla selezione con oltre 110 brani. Tra i più noti ci sono Gornj Kramer, Lelio Luttazzi, Lino Businco, Walter Chiari, Umberto Bindi (fresco del successo de “Il nostro concerto”), Luciano Salce, Bruno Martino, Tata Giacobetti, il più volte premio Oscar per le colonne sonore Ennio Morricone e Antonio De Curtis in arte Totò. Totò propone il suo “Dai Bambina”, Walter Chiari all’esordio come autore “Due sigarette nel buio”, mentre Morricone propone la bellissima “Una donna da morire” che, nella interpretazione di Tony del Monaco nel 1962 diverrà colonna sonora del film “Diciottenni al sole” del regista Camillo Mastrocinque. Nel cast artistico ecco Johnny Dorelli, assente l’anno prima per via di una operazione di appendicite e già trionfatore in due occasioni a Sanremo, le due giovani promesse Tony Renis, e Jimmi Fontana, la bellissima Jula De Palma, e Nuccia Bongiovanni, star del programma tv il Musichiere. Il presentatore è l’imitatore Alighiero Noschese, alla sua seconda esperienza a Vibo avendo condotto l’edizione del 1954, affiancato dalla presentatrice Fulvia Colombo, la prima storica annunciatrice televisiva. Per il secondo anno consecutivo l’orchestra viene affidata al maestro Gianni Ferrio.

coshaitrovatoinluiLe due giornate eliminatorie del 5 e 6 agosto sanciscono clamorose eliminazioni. Restano fuori dalla finalissima del 7 agosto: non solo il grande Totò e Umberto Bindi, ma anche Bruno Martino, autore della celeberrima “Estate” un must degli anni sessanta, con il brano “Cos’hai trovato in lui”, incisa in seguito nel 1963 per la Voce del Padrone e giudicata fra le canzoni d’amore più belle della discografia italiana. Ma tant’è. Vince il Festival di Vibo la voce di velluto di Jula De Palma, che fa il bis dopo il successo del 1958, con la canzone “Dov’è l’amore” di Antonio De Marco, seguita da Tony Renis con “Lasciamoci qui” dei calabresi Serrao-Grasso e da Jimmi Fontana con “Mi butto” di Gornj Kramer secondi alla pari, terzo Johnny Dorelli con “Le donne di Chicago”. Per la De Palma, ormai popolarissima ed amatissima, il trionfo vibonese è una rivincita dopo le polemiche sanremesi dell’anno precedente per una interpretazione ritenuta fin troppo “sensuale” dal bigottismo della Rai di quei tempi. Le canzoni destinate a lasciare il segno nel mondo della musica italiana, però, sono proprio quelle escluse dalla finale.

Il 18 dello stesso mese a Vibo, sempre nel cartellone dell’Agosto Vibonese, si assegnano le “Valentia Aurea” all’attore tropeano Raf Vallone e alla cantante Dalida. E’ proprio un momento d’oro per la città. (Continua…)

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Disse Cirano: “Che cosa è un bacio?:
un giuramento fatto dappresso”.
Lo disse a mezzo del buon Cristiano,
e la Rossana subito aderì

Dai, dai bambina,
dammi un bel bacione
via, non dirmi no.
Io son qui, tutto qui,
son qui per te.
Ma cosa aspetti?
Se ti piaccio
non capisco,
ancora non lo so.

Baciami, stringimi forte forte a te.
Tra le mie braccia amore, con dolcezza
ti sentirai una divinità.
Fra un bacio lungo, ardente, o una carezza
saprai che cosa è la felicità.
Dai, dai bambina,
che la vita è breve
oggi tocca a te.

Lo sai tu? Gioventù
passa e se ne va.

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