#BIOGRAFIE | Raf Vallone: i tanti volti di un grande talento

Raf Vallone riso amaro
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Calciatore, giornalista, partigiano e attore. Tanti ruoli “interpretati” dall’intellettuale di Tropea, dall’animo schivo e solo a tratti mondano

di ILARIA LENZA

Più di 70 pellicole girate. Ben 630 rappresentazioni teatrali del suo cavallo di battaglia. Una Coppa Italia vinta con la maglia del Torino. E una produzione giornalistica da letterato. Non è una cosa semplice tracciare il profilo di un simile talento. Un talento dalle tante anime, tutte eccezionali e nemmeno una esclusivista. Da intellettuale probabilmente neppure apprezzerebbe oggi di essere ricordato per una sola delle sue interpretazioni. Perché in scena, sul palco della vita, Raf Vallone ha saputo interpretare molti ruoli. E ha saputo farlo bene. Conosciuto a livello internazionale per la sua attività cinematografica, prima di diventare attore fu calciatore, partigiano e giornalista. Uomo solo a tratti dal profilo mondano, più incline al cinema d’autore, al dibattito culturale. Nato a Tropea il 17 febbraio del 1916 si allontanò dalla Calabria ancora bambino, seguendo a Torino la sua famiglia. Nella sua città d’adozione fu avviato agli studi, quelli universitari li alternava alla carriera da calciatore. Il padre lo voleva avvocato, ma nel percorso accademico si avvicinò al mondo della letteratura, della poesia.

 Raf_CalciatoreIl calciatore e il giornalista. “Non avevo grandi piedi, ma tanto fiato”, dirà della sua esperienza da calciatore. Carriera fulminante dall’avvio precoce nel settore giovanile del Torino. Nella stagione 1934-1935 debuttò in serie A, indossando la maglia del club, con il quale vinse in quello stesso giro la Coppa Italia. Continuò a giocare riuscendo ad incassare una ventina di presenze. Poi nel 1941 decise di avviarsi al giornalismo. Neppure in questo caso restò in panchina. La sua penna acquistò da subito una certa autorevolezza, tanto da ricoprire il ruolo di capo redattore per le pagine culturali de “L’Unità”, oltre che di critico per “La Stampa”. Dalle idee politiche dichiaratamente di sinistra non si fece mai del tutto ingabbiare, non si iscrisse al partito dei comunisti italiani, così riuscendo a mantenere una posizione di critica, specie nei confronti dello stalinismo.

Raf Vallone Elena Varzi.L’intellettuale attore. Il suo esordio cinematografico risale al 1942, con l’apparizione inedita in Noi vivi. Ma fu la pellicola Riso amaro del 1949, di Giuseppe De Santis, a consacrarlo al neorealismo di quei tempi. Girò oltre 70 pellicole al fianco di vere e proprie stelle del firmamento cinematografico, nelle quali fu lui a lasciare il segno. Con il suo sguardo profondo e intenso e quel fascino mediterraneo riuscì a far innamorare la francese Brigitte Bardot, ma solo uno fu il suo amore: Elena Varzi. Conosciuta sul set de Il cammino della speranza, la sposò ed ebbe da lei tre figli, ai quali non risparmiava citazioni in latino e greco o in inglese. Salì sul palco anche in teatro, interpretando Uno sguardo dal ponte 630 volte, che seguirono alla storica prima in cui sul più bello cambiò il finale. Su di lui il sipario è calato a Roma il 31 ottobre del 2002, appena un anno dopo l’uscita della sua biografia che tanto fece dispiacere i tropeani. Un paio di volte soltanto, infatti, l’accenno alla sua terra, di cui in realtà amava ammirarne i confini dell’alto della rupe che vide sbocciare il suo talento.

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